Mondi di sogno e illusione

In città ci si confonde tra la folla, ma si tratta solo di un’impressione: in verità tutti lasciano le loro impronte.
Non tutti, forse. È triste, ma ci sono persone ormai assenti per metà, e di loro non ci sono tracce. Sembra che in città si pensi che sia meglio così.
Se apriamo gli occhi, ci renderemo conto che non possiamo cancellare nessuna delle nostre azioni, che il nostro lavoro, lo stile di vita, restano sempre attaccati a noi, e che quindi è estremamente difficile ricominciare da capo. Per questo motivo dobbiamo cercare di agire sempre con la massima prudenza. Le iniziative, i fallimenti, le bugie sedimentano, fino a confondere i nostri contorni. A chi ci osserva dall’esterno tutto questo è subito evidente. Se, per esempio, un individuo ha portato avanti un’attività commerciale con superficialità, investimenti insensati e calcoli approssimativi, determinandone a un certo punto il fallimento, non troverà nessuno disposto a finanziarne un’altra perché qualcosa nel suo viso, nei suoi modi, lo tradirebbe.
Certo non è impossibile eliminare il passato, ma serve un’energia cento volte superiore a quella delle azioni che vogliamo cancellare, ed è necessario compiere ogni giorno un incantesimo su se stessi, cercare sempre di autoconvincersi. Vale a dire che si tratta di un’operazione irrealizzabile per la maggior parte delle persone e, quindi, di fatto è impossibile.
Ho pensato però che deve esserci stato qualcuno desideroso di costruire “un mondo immune dal dolore, in cui si possa cancellare qualsiasi cosa senza problemi”, e che lo stesso qualcuno abbia poi progettato quei mondi di sogno e illusione che sono le metropoli. Qualcuno che abbia coltivato per lungo tempo bei sogni e fantastiche chimere.
Negli enormi supermercati, alla cassa ci sono sempre ragazze giovani o signore di mezza età, hanno un titolo ma non un volto, e quando se ne vanno lasciano il posto ad altre “ragazze giovani o signore di mezza età”. Ecco un esempio di vita immune dal dolore.
E per i medesimi meccanismi la felicità si estingue portandosi dietro tutta l’energia.
Ma a ben guardare ho capito che le persone inseguono sì una vita ordinaria, priva di sofferenze, ma allo stesso tempo, da qualche parte nelle profondità del loro animo, vi oppongono una sorta di resistenza.
Ecco perché ho deciso di non ritornare alla mia vita di montagna e di restare lì dove c’erano i miei amici e le persone che amavo.

Il dolore, le ombre, la magia, Banana Yoshimoto
I Narratori, Giangiacomo Feltrinelli Editore 2014

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3 pensieri su “Mondi di sogno e illusione

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