Si nascose in fretta

Soltanto a tarda notte la luce in camera da pranzo fu spenta, ed era facile capire che i genitori e la sorella erano rimasti svegli fino allora, perché li si sentì chiaramente allontanarsi, tutti e tre in punta di piedi. Ora certamente nessuno sarebbe più venuto da Gregor fino al mattino; aveva dunque molto tempo davanti a sé per riflettere indisturbato su come organizzare la sua nuova esistenza. Ma la stanza alta e spaziosa nella quale era costretto a giacere appiattito al suolo lo intimidiva, senza che potesse spiegarsene la ragione, poiché si trattava della sua camera, che occupava da cinque anni – e voltandosi inconsapevolmente con un po’ di vergogna si nascose in fretta sotto il divano: sebbene avesse la schiena un po’ compressa e non potesse più sollevare la testa si sentì subito a suo agio, e rimpianse solo che il suo corpo fosse troppo largo per poter essere sistemato tutto sotto il divano.
Restò la tutta la notte, che trascorso in parte in un dormiveglia dal quale lo svegliava sempre di soprassalto la fame, in parte tra preoccupazioni e vaghe speranze, che conducevano però sempre alla stessa conclusione: per il momento doveva restare calmo e con molta pazienza e con il massimo riguardo doveva cercare di rendere sopportabili alla famiglia tutti i fastidi che nella sua situazione non poteva fa a meno di causare.

La metamorfosi
in: “Romanzi e racconti”, Franz Kafka
Gherardo Casini Editore 1988

 

 

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