E ho anch’io le mie ferite

E ho anch’io le mie ferite, i momenti di stanchezza quando vorrei solo poter piangere in pace. Immagina stare a vedere un’intera squadra di medici che, pur senza la minima speranza che possa guarire, aprono la testa di un uomo e provano ad aggiustare qua e là, e poi dopo un po’ lo rifanno, un’altra volta e un’altra volta, solo che ogni volta è sempre peggio, e anche la mente piano piano comincia a perdere colpi… è troppo. E intanto i risparmi si assottigliano, con me che ho ancora tre anni e mezzo di università davanti che non so se riuscirò a finire, e mia sorella che di questo passo non potrà neanche permettersi la cerimonia nuziale.

Tokyo blues, Haruki Murakami
I Canguri, Feltrinelli 1987

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