Il vento di famiglia

Oggi ho ricevuto un regalo che farebbe invidia a un re.

Sono andata nella casa di campagna che mi ha visto crescere nei primi anni di vita e dove ritorno spesso per affondare nella terra le mie radici. Ho con  lei un rapporto esclusivo che non si è mai spezzato neanche quando ho vissuto per tanto tempo a centinaia di chilometri di distanza. La sento presente in ogni mia cellula tanto da pensare che siamo fatti della stessa sostanza. A pensarci è un classico dell’horror.

È un compleanno speciale e ho voluto andarla a trovare insieme ai gatti-parenti che ci abitano. E, appena arrivo, parte la sinfonia di un vento che conosco bene, perché è il vento di famiglia. Un suono unico che passa attraverso gli strumenti della mia orchestra fatta dai pini e i loro aghi, dagli altri alberi e i loro rami, dai fiori e dalle foglie. Dice parole chiare e infonde energia. Lo sento sempre in estate, quando vivo letteralmente in giardino, e mentre scrivo sotto ai pini è come se la mia mente prendesse il volo per farsi trasportare dalla sua scia nel cielo. In inverno è rarissimo ascoltarlo, ma oggi c’era e mi piace pensare che fosse lì per me, per rassicurarmi di non aver paura di invecchiare. È una parola! Ma al vento di famiglia si deve prestare ascolto.

 

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