Il pettirosso e il melograno

Ha mangiato i resti di cibo lasciati dai miei gatti e ha volato dappertutto cinguettando per poi posarsi sul tetto della casa accanto.

Ogni volta che vedo un pettirosso nel mio giardino di campagna mi prende il senso della meraviglia. E vedere quel cuoricino rosso in mezzo alla neve mi commuove.
Da sempre lo considero una creatura magica, presagio di positività.

Ma l’incursione nel mio cortile di venti giorni fa lo aveva messo in pericolo di vita.
Da quel momento ho deciso di provvedere alla sua alimentazione.
La volta successiva, ho messo un contenitore bianco sull’albero di melograno e ho ridotto a pezzetti un po’ di carne tenuta da parte per adattarla al suo becco. Il melograno ha rami sottili e lunghe spine, i gatti non vi salgono e non ci riescono neanche le gazze ladre che rubano le ossa più grandi. Così il pasto è solo per lui.
Quando non posso andare io, ci va mio padre. Ho coinvolto la famiglia a concorrere al mantenimento del pettirosso: mio padre cucina la carne, mia madre la spezzetta, io mi occupo di riempirgli la ciotola.

È bastato poco perché il pettirosso capisse che poteva accedere al cibo con regolarità.

Questa mattina appena arrivata ho dato la carne ai gatti, impazienti come bambini. Poi, mi sono avvicinata al melograno e lui, il pettirosso, è arrivato di volata e si è messo a saltellare da un ramo all’altro per poi poggiarsi alla rete di confine con la casa vicina a osservarmi mentre versavo la porzione appositamente preparata.

Non ci potevo credere. Sì, mi stava aspettando.

 

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8 pensieri su “Il pettirosso e il melograno

  1. queste son le meraviglie che riempiono il cuore di ammirazione ,l’amore per quella creatura indifesa cui tutti insieme contribuite vi fa onore ❤
    un'abbraccio e una buona domenica
    Daniela

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      1. io ho un rapporto particolare con la mia gatta,è una creatura splendida di una sensibilità disarmante.Quando non sto bene o quando il mio umore cambia lo percepisce subito e da qual momento non si separa più da me sino a quando son rientrata nella normalità.E non metterti a ridere ma dialoghiamo,si abbiamo un modo di capirci tutto nostro,mentre ad es con mio marito se può lo fugge. Secondo me capiscono chi li ama veramente 😉 Ciao

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  2. Bellissima creatura il pettirosso, anche qui sono ospiti insieme ai merli e ai sempre presenti gatti, di famiglia e non.
    Eppure questa minuscola meraviglia sa essere crudele. L’ho scoperto nel peggiore dei modi, non ero preparato.
    Prega che ci sia un solo maschio in zona 🙂

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    1. Sai Mario, anche io ho scoperto di recente che non sono uccellini indifesi, ma solo leggendo su internet.
      Non so quale esperienza tu abbia vissuto…
      Al momento ne ho visto solo uno.
      Mio padre mi ha detto che anni fa erano tantissimi. Ora sono rari. Eppure quando li vedo mi emoziono…. Per dirti, sono una che per un passero impigliato nei rami di un albero ha chiamato i vigili del fuoco. Loro sono prontamente intervenuti e lo hanno salvato. Ho scattato alcune foto e ho scritto una lettera al giornale locale che è stata pubblicata con le immagini. Ero una ragazzina 😉

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      1. Ho assistito allo scontro tra due maschi testardi. Credo che sia raro ma nel mio caso uno dei due venne ferito. Sono molto aggressivi verso gli altri maschi.
        L’esperienza più bella con un volatile l’abbiamo avuta con una merla svolazzotta. Carpita dalle fauci del mio gattone di allora l’abbiamo cresciuta in casa, addestrata a cercare cibo in terra e poi a volare e infine liberata nel bosco.

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      2. Sì, sono molto aggressivi tra maschi! Bellissima storia quella della merla… E bravi voi a evitare che finisse di nuovo tra le grinfie del vostro micio!
        Quando abitavo in centro a Bologna, tutte le finestre di casa davano su un cortile interno, così come la porta finestra della cucina. Un merlo aveva preso l’abitudine di passare a chiedermi il cibo. Mi faceva tenerezza: si posava a terra sul cemento di fronte alla porta e fischiava. Veniva ogni tanto.
        Un mattino l’ho trovato morto proprio lì. Mi sono chiesta se era venuto da me sperando che lo salvassi. E ho pianto.

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